Abbiamo potuto già vedere in precedenti articoli come la Pigrizia sociale (ovvero la tendenza a diminuire il proprio impegno quando si è in un gruppo) sia un fattore potenzialmente dannoso anche per una squadra di calcio, inducendo tecnici e società ad attuare in modo più o meno consapevole strategie finalizzate alla riduzione di questo fenomeno. La panchina non troppo lunga fa parte proprio delle varie tecniche che impediscono un forte calo motivazionale negli atleti, che tendono a sentirsi poco partecipi ad un progetto tecnico quando una squadra è composta di troppi calciatori e vi sono troppi atleti per ruolo. Abbiamo potuto constatare come esistano vari fattori in grado diRead More →

La Pigrizia sociale è un fenomeno che si verifica frequentemente all’interno dei gruppi e che determina la tendenza alla diminuzione della propria prestazione individuale quando un atleta è inserito all’interno di un contesto di squadra. Un elemento importante per capire per quale motivo in modo più o meno consapevole, gli allenatori di calcio non amino gruppi di giocatori troppo numerosi. Abbiamo già analizzato l’importanza del fattore allocativo nel dimostrare per quale motivo possa nascere questo tipo di situazione nei gruppi, ed adesso concentriamo l’attenzione su un altro fattore in grado di determinare l’insorgenza di Pigrizia sociale, ovvero l’effetto denominato del Free-Rider. Quando un atleta èRead More →

Il mondo del calcio è fortemente cambiato negli ultimi anni, principalmente a causa della crescente importanza della componente economica non solo per le società di calcio ma anche per i calciatori stessi, ormai liberi, salvo casi particolari, di spostarsi con frequenza da una società all’altra. La formula del “parametro zero”, ad esempio, ha contribuito ad alimentare questo meccanismo ed è sempre più raro trovare nelle società sportive vere e proprie bandiere, ormai relegate a qualche raro esempio frutto di decennale permanenza con la stessa maglia addosso. Questo tipo di meccanismo, tuttavia, non è certamente privo di controindicazioni dal punto di vista non solo sportivo, maRead More →

Nel calcio, così come in qualunque altra disciplina sportiva, la presenza di un arbitro o di un giudice è una costante assoluta che, laddove non vi sia un utilizzo costante della tecnologia teoricamente in grado di ridurre la possibilità di errore (se ben utilizzata), determina la necessità di convivere con l’errore, il suo errore. Quando una squadra perde sul campo per demerito, per l’incapacità di raggiungere una performance adeguata alla situazione e, in sostanza, per demerito sportivo, il fallimento derivante da una sconfitta è certamente duro da sopportare e mal digeribile in quanto innesca meccanismi di colpa, possibili conflitti interni tra i membri, avversione versoRead More →