Atleti: L’Arte di migliorarsi nello Sport Ho sempre pensato che esista una grande differenza tra due tipologie di atleti: quelli che lavorano aspettandosi risultati prima o poi “dovuti”, e quelli che sono pronti continuamente a mettersi in discussione ricercando prestazioni desiderate. La differenza? Semplice. I primi lavorano certamente con costanza e sacrificio, ma raggiungono livelli di padronanza tecnica che costituiscono una zona di comfort oltre la quale non sentono il bisogno di andare. Forti del loro bagaglio motorio, coordinativo o fisico, hanno la percezione di fare tutto il necessario e si pongono in un’ottica attendista nei confronti del risultato che, prima o poi, non potràRead More →

Si definisce Locus of Control  una variabile psicologica descritta nel 1954 da Julian B. Rotter, psicologo statunitense, che indica il grado con cui una persona considera gli eventi come legati alla propria volontà o controllo o, in alternativa, a fattori esterni. In poche parole, il locus of control (of reinforcement) indica la percezione del suo grado di padronanza rispetto ai suoi, successi, insuccessi e prestazioni. Per un atleta, il processo di attribuzione delle cause degli eventi o del “peso” di fattori situazionali sulla propria performance, costituisce a mio avviso variabile che sposta la sua bilancia motivazionale generale verso elementi di natura intrinseca (personale) oppure estrinseca (legataRead More →

Il Perfezionismo patologico nell’atleta: come si manifesta, come può essere affrontato Se leggiamo le parole dello Psichiatra Luigi Anepeta, troviamo una definizione complessa ma lineare di perfezionismo: “Per perfezionismo intendo un regime interiore caratterizzato da un modello ideale elevatissimo sul piano sociale e morale con il quale l’Io, consciamente o inconsciamente, si identifica, e che assume come espressivo del suo bisogno di individuazione. Posta tale identificazione, l’Io devolve tutte le sue energie alla realizzazione di tale modello senza mai peraltro raggiungerlo e sperimentando, di conseguenza, un vissuto di inadeguatezza e di disvalore che rimane inalterato nonostante le eventuali conferme sociali che riesce a conseguire”. In cheRead More →

Perché monitorare le motivazioni dei bambini nello sport La motivazione, nella pratica di uno sport, è una componente fondamentale.  Pertanto è essenziale valutare al meglio quali siano i desideri, gli obiettivi e la “carica propulsiva” che spinge un bambino o un giovane atleta a fare questo tipo di esperienza.  Il monitoraggio dell’aspetto motivazionale consente infatti ad istruttori e genitori di stimolarlo costantemente ad una partecipazione “attiva” agli allenamenti settimanali. Ma perché un bambino fa sport? In età compresa tra i 6 ed i 12 anni, le motivazioni essenziali sono di natura prevalentemente intrinseca, cioè guidate da aspetti soggettivi e personali di ricerca del divertimento, diRead More →