Crescita Personale: perché resistiamo ai cambiamenti?

Anche tu avrai attraversato fasi di vita in cui avresti voluto fermamente cambiare alcune situazioni, con la volontà di approdare a scenari di maggiore soddisfazione personale.

Tuttavia, ogniqualvolta ti trovi dinanzi alla necessità di compiere il primo passo nella direzione tanto desiderata, emerge costantemente una “forza” nascosta, sottile ma in realtà molto ma molto potente che, se non ben gestita, utilizzata e valorizzata, può diventare dannosa per il nostro percorso evolutivo, bloccandolo: si tratta della resistenza.

 

Avrai notato, ad esempio, come davanti ad un cambiamento che richiede una certa dose di impegno, tu abbia potuto sentire e percepire l’emergere di una serie di motivi, spiegazioni, riflessioni e ruminazioni varie che ti inducono a rallentare, a procrastinare, a rimandare.
Perché capita tutto questo?

 

Un individuo, indipendentemente dal contesto in cui vive, accumula nel tempo esperienza, sulla base della quale costruisce intorno a sé e dentro di sé una serie di atteggiamenti, comportamenti, modi di agire che giorno dopo giorno edificano le sue sicurezze personali. E che rappresentano, in definitiva, l’insieme degli strumenti di più rapido accesso per far fronte alle situazioni che si presentano quotidianamente.
Nonostante la volontà o il desiderio pongano la persona dinanzi ad una prospettiva di cambiamento, il percorso da compiere richiede, di fatto, di uscire da un scenario noto e per molti versi confortevole, per orientarsi invece verso strumenti,  atteggiamenti e comportamenti diversi, nuovi.
Certamente, la componente motivazionale dinanzi al cambiamento è essenziale in questi casi. In ambito psicologico sappiamo bene quanto sia importante una motivazione intrinseca per favorire una spinta determinata verso una nuova meta o un obiettivo da raggiungere.
Si tratta insomma di uscire dalla cosiddetta “zona di comfort“, rappresentata da tutto ciò che sappiamo fare, e siamo soliti fare, indipendentemente dal fatto che esso sia perfettamente funzionale o meno alla nostra soddisfazione personale.

Quando desiderio di cambiare e zona di comfort si incontrano ma non sono supportate da una motivazione pienamente consapevole e totale, ecco che si attiva la resistenza, fase delicatissima del rapporto che si instaura tra una persona e lo psicologo.

Per certi versi, è una fase ed un momento di grande successo, in quanto essa si presenta quando il lavoro congiunto tra i due attori della relazione arriva ad un punto di maturità notevole. Ma è anche la fase più delicata, in quanto o questo ostacolo viene superato (e con esso le ansie, le preoccupazioni, l’agiatezza del noto e la sicurezza di ciò che si è soliti fare) oppure il percorso di cambiamento si interrompe.
È in questo momento che a mio avviso emerge la vera verità, ossia la prospettiva motivazionale reale della persona. È allora che la resistenza fa vedere il suo volto più misterioso, inizia a scalciare forsennatamente come un cavallo impazzito, fino a quando il suo cavaliere riesce a domarla, riconoscerla, gestirla, dosando le proprie energie al fine di trasmettere, in primis a se stesso, la convinzione di poter passare all’atto, di poter uscire dalla zona confortevole per orientarsi verso un’auspicata crescita personale.

Dr Fabio Ciuffini
Psicologo a Prato, Altopascio e zone limitrofe (Lucca, Montecatini)
Consulenza Psicologica per adulti. Psicologia Sport e Lavoro
 Albo Psicologi Regione Toscana n°4521 
Tel. 320-0298136

 

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