Calcio:La circolazione della palla può indicare la compattezza di un gruppo?

In che modo la circolazione della palla nel gioco del calcio può rappresentare uno specchio del grado di coesione di un gruppo? Perché se i giocatori di calcio dialogano maggiormente tra di loro, normalmente ottengono migliori risultati?
Nel calcio l’aspetto psicologico ed in particolar modo quello che viene comunemente definito come “affiatamento” o “compattezza” del gruppo costituisce un elemento fondamentale nella capacità di una squadra di ottenere risultati importanti.

Una squadra coesa favorisce la cooperazione a servizio dei propri obiettivi di gruppo, mettendo in secondo piano quelli individuali e la competizione interna che può derivarne (Turner 1987) agevolando notevolmente la possibilità di raggiungere i propri obiettivi in modo più rapido.

Quando un gruppo è troppo ampio, tuttavia, e le possibilità di comunicazione tendono a divenire dispersive, aumenta anche il rischio di vedere sfumare quella coesione interna funzionale agli scopi di squadra il che spiega, ad esempio, per quali motivi molti allenatori non amano dover gestire compagini di un certo livello con un numero di calciatori sopra le 25 unità.
Ma oltre al dialogo tra i calciatori, l’impegno dell’allenatore nel creare momenti di partecipazione collettiva alle scelte sviluppando il senso di identità della squadra, esistono altri fattori in grado di agevolare la coesione?
Se ci riflettiamo, la circolazione della palla all’interno del terreno di gioco viene molto spesso descritta anche nelle telecronache calcistiche come una forma di “dialogo“.
I calciatori che in campo dialogano tra di loro, fondamentalmente, si passano spesso il pallone e le sembianze del gioco assomigliano molto a quella di una bellissima forma di comunicazione tra i calciatori che avanzano in coro con rapidità e movimenti veloci in orizzontale ed in verticale (spesso con improvvise accelerazioni verso la porta).
L’armonia dei movimenti e la fluidità del sistema tattico altro non sono che modi di esprimere un concetto: i calciatori devono imparare a scambiarsi frequentemente e con scioltezza la palla, con poche interruzioni, con pochi lanci lunghi, ma con un dinamismo estremo finalizzato a raggiungere la porta.
Trattasi, in pratica, della filosofia tattica della famosa formula del Tiki-Taka, un modo di interpretare il calcio sulla base di un intenso possesso palla e veloce circolazione della stessa.

Quando una squadra di calcio riesce a dialogare con facilità, ciò è riconducibile alla sua capacità di mettere i calciatori nelle condizioni di “dialogare tra di loro” attraverso i passaggi, i “fraseggi”, tutti termini fortemente ispirati alla comunicazione.

Questo tipo di atteggiamento è tipico dei cosiddetti “compiti sommativi” (Steiner 1972), ossia le situazioni nelle quali la prestazione di gruppo è in modo approssimativo simile alla sommatoria delle prestazioni dei singoli, ma con una particolare esigenza di qualità.
Più numerosi sono i giocatori con i “piedi buoni”, ovvero dotati di ottima tecnica individuale, più alta sarà la probabilità di ottenere un fraseggio efficace.
Il Tiki-Taka richiede infatti elevata coordinazione, movimenti complementari e rapidi e quindi un intensa capacità di comprendere ed anticipare il movimento del compagno.
Se è vero che la comunicazione facilita la cooperazione e che la cooperazione agevola l’ottenimento di performance importanti, possiamo facilmente dedurre come la circolazione della palla, essendo forma di comunicazione tra i calciatori, possa essere un segnale incoraggiante nell’agevolare la partecipazione del gruppo nel suo complesso.
Certamente non è l’unico modo per ottenere risultati importanti, ma è senza dubbio quello in cui il “dialogo con la palla” è più importante, a tal punto che squadre così concepite riescono a sopperire meglio all’assenza dei calciatori più determinanti (cosa più difficile nella squadre in cui è sempre il solista a risolvere le gare).
Riadattando al gioco del calcio il modello di Carron (1988), studioso dei gruppi sportivi, potremmo dunque affermare che:

Il risultato della prestazione della squadra e quello del singolo è la conseguenza dei processi che avvengono nel gruppo. Tali processi (comunicazione) sono determinati dalla Coesione del gruppo stesso, a sua volta risultante dalla sua struttura e dalle caratteristiche dei suoi membri.

Maggiormente propensi sono i calciatori alla collaborazione ed alla comunicazione (circolazione della palla), maggiormente predisposto ad un atteggiamento collaborativo sarà il gruppo e, di conseguenza, più probabile potrebbe risultare il successo finale.

Dr Fabio Ciuffini
Psicologo
ciuffinifabio@gmail.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *