Allenarsi a riconoscere i pensieri automatici nello sport

Allenarsi a riconoscere i pensieri automatici nello sport.

Parlare a se stessi in termini negativi e pessimistici conduce l’atleta a pensieri intrusivi disturbanti capaci di comprometterne la prestazione. 

Per le persone in generale, e per uno sportivo in particolare, riuscire a rispettarsi, a fornire mentalmente a se stessi input giusti prima, durante e dopo una gara o una “prova” significativa nella vita o sul lavoro può essere veramente decisivo. 
Un dialogo interno positivo, come dimostrato anche da un recente studio di cui ho parlato qualche settimana fa, protegge e stimola le risorse personali che sono fondamentali nell’ottenere risultati e fornire prestazioni di qualità. 
Evitare di denigrarsi, di demotivarsi, di sentirsi impotenti dinanzi agli eventi, di penalizzare il proprio umore e la “carica” in modo spesso irrimediabile è infatti step fondamentale per iniziare a lavorare sull’atteggiamento posseduto dinanzi alle performance.

Lavorare sul dialogo interno consente infatti di:

► ritrovare la giusta carica; 
► darsi i giusti input mentali; 
►ripristinare un’adeguata concentrazione nei momenti di difficoltà; 
►mantenere un buon livello attentivo anche quando tutto sembra andar bene e la concentrazione rischia di diminuire improvvisamente alla luce dell’inerzia favorevole di una prestazione. 

Ormai molti atleti conoscono l’importanza della preparazione mentale ed in numero sempre crescente decidono di investire tempo e risorse in un percorso di mental training.
I pensieri automatici che affiorano nella mente hanno infatti necessità di essere allenati ed abituati a trovare connotazioni positive in grado di orientare un atleta al successo. 
Parlare a se stessi in termini negativi e pessimistici può innescare nell’individuo pensieri intrusivi disturbanti e ricorrenti che, avendo una connotazione di perdita e sconfitta, conducono l’atleta ad un calo motivazionale e di autostima che rischia di comprometterne la prestazione. 

L’atleta che pensa positivamente:

►non ammette pensieri di preoccupazione eccessivi, 
►non si sente confuso o troppo ansioso, 
► non teme di fare brutta figura o di sbagliare ottenendo un rimprovero da parte dell’allenatore o i fischi del pubblico, 
►è tollerante con se stesso 
►riesce a raggiungere più velocemente la concentrazione. 
►cerca di alimentare la propria tranquillità e “freddezza”, 
► si sforza affinché un pensiero negativo venga subito sostituito da uno positivo 
►cerca di parlare a se stesso in termini di divertimento e soddisfazione 
►si sente apprezzato 
► ritiene di avere valore e si rispetta


Dott. Fabio Ciuffini
Psicologo dello Sport & Mental Trainer
Albo Regione Toscana n°4521
Tel. 3200298136
(anche tramite WhatsApp)



Mail: ciuffinifabio@gmail.com

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